Grattacieli, giardini, case basse, di quartieri residenziali sonnacchiosi, la folla che trova comunque un suo ritmo e un suo equilibrio. La calma piatta delle cittadine di provincia e il suono della lingua giapponese, che è ovunque. E ancora la follia delle luci, le lanterne soffuse, l’armonia perenne dei templi, e l’agitazione delle città che non trovano pace e riposo. Un’irrequietezza che amo e che mi riempie di vita.